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criticalmass1Impressioni della seconda ed ultima giornata di Critical Mass, l'incontro annuale promosso dalla rete Social Value International che quest'anno si è tenuto al The Royal Institution di Londra.  
Come sempre, tracciare un bilancio delle due giornate non è semplice.
Parto dalla sessione dedicata ai Governi, forse la plenaria più interessante nel programma dell'evento.
Preparato e puntuale, come di consueto, Kieron Boyle, Head of Social Investment del Cabinet Office. Su quanto fatto negli ultimi anni dalle istituzioni UK si sono spesi fiumi di inchiostro, non tornerò pertanto su Big Society, sul procurement, sui diversi intermediari che operano nell'innovazione e impresa sociale. L'intervento più vivace ed interessante, a mio avviso, è stato quello di Hetan Shah, Executive Director della Royal Statistical Society, esperto di policy making evidence based.
Shah, con grande ironia, ha messo alla prova la fiducia dei partecipanti verso modelli sperimentali controfattuali. Sul tema "sexy", secondo Shah, dei big data c'è molta confusione. La questione non ruota sulla quantità dei dati, piuttosto sulla capacità di interpretarli, costruendo relazioni tra i diversi flussi. Senza processarli, i big data rischiano di essere uno dei tanti specchi per le allodole nei quali rimaniamo imbrigliati.
Tra i worshop delle due giornate, alcuni spunti interessanti sono venuti dal confronto sul Social Value Act, con un dialogo, forse molto "britannicocentrico" però piuttosto avvincente, sui principi in base ai quali selezionare un programma da finanziare.
Rispetto all'incontro di Milano dell'anno scorso (organizzato dal solo SROI Network) mi pare vi sia stata meno eterogeneità geografica, con le organizzazioni UK sovra rappresentate e, come detto, questo elemento ha inevitabilmente condizionato il dibattito. Non sono emersi nuovi approcci.
Se volessimo trovare una parola chiave per questi due giorni suppongo che la più adatta sia "consolidamento", in effetti, c'è un gran lavoro per puntellare il cammino fatto e fare massa critica.

Federico Mento, coordinatore Human Foundation  

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